SEYCHELLES - 2006
 Rocce levigate nel blu

Siamo ancora una volta alla ricerca di nuove isole, credo sia diventata una mania. Ma queste, tra le tante, sembrano le migliori, almeno nell’immaginario che ognuno si fa viaggiando tra libri, fotografie e guide turistiche. Si parte come al solito con un viaggio auto organizzato, ma questa volta oltre all’aereo fissiamo via internet anche gli alberghi, visto che sulle isole non sono poi così tanti se si escludono quelli degli operatori turistici. L’idea è di vedere le tre isole principali sostando 5 o 6 giorni in ognuna di esse per non subire la pressione tipica del mordi e fuggi. La più grande delle isole è Mahe, capitale Victoria forse la più piccola capitale del mondo, forse la meno interessante dal punto di vista naturalistico, ovviamente con mare fantastico e spiagge stupende, ma utile per dare un’idea di questo minuscolo stato che si estende nell’Oceano Indiano con qualche isola granitica e molte isole coralline, che in modo molto intelligente sono ancora tenute al riparo dal turismo di massa. Nella capitale si respira una curiosa aria che è un misto di tropici e paesi del vecchio est europeo, visto che l’attuale regime è di impronta social-comunista. Nei pochi mercati e negozi statali non vi è quasi mercanzia, neppure quei prodotti tropicali quali la frutta e la verdura che ci si aspetterebbe di trovare in abbondanza ed i pochi negozi turistici hanno scarso artigianato che comunque vendono in dollari. D’altra parte la maggior parte del turismo vive quasi esclusivamente nei villaggi vacanza e nei grossi alberghi autosufficienti anche per i souvenir. In compenso c’è, come sempre in questi casi, un conveniente cambio a borsa nera che consente, contrattando sempre un po’, di mangiare e fare qualche acquisto a circa due terzi del valore ufficiale. Qui si sente anche molto l’influsso delle varie colonizzazioni passate negli anni su queste isole, infatti quasi tutti parlano tre lingue, il creolo correntemente tra di loro, il francese nelle trattative commerciali e l’inglese per gli affari ufficiali e la burocrazia. La seconda isola è Praslin con, oltre a mare e spiagge, ha una vera foresta primordiale al suo interno, un vero residuo preistorico dove si possono vedere piante endemiche ed uniche al mondo tra le quali la più famosa è la palma del Coco de Mer, altissima con enormi foglie e con frutti che possono pesare sino a 20 Kg. Questa palma viene molto reclamizzata ai turisti per le forme antropomorfe e sexy dei suoi frutti, il cocco (femminile) ed il fiore (maschile). Il posto è veramente suggestivo e nell’improvviso acquazzone tropicale che ci coglie nel bel mezzo della foresta, troviamo un utile rifugio proprio sotto una di quelle foglie giganti.  Come previsto la più interessante delle tre isole che visitiamo è La Digue, vero e proprio insieme di rocce granitiche che paiono apparentemente gettate alla rinfusa da mani gigantesche, dove una rigogliosa natura le ha circondate di verde ed affondate nel blu. La scelta di pernottare sull’isola qualche giorno ci permette di visitare i posti più belli nelle ore più tranquille e cioè quando non ci sono tutti i turisti portati qui da Mahe e Praslin per una gita giornaliera. LA DIGUE    
MAHE    
PRASLIN    
L’angolo più bello, credo il più bello che abbia mai visto dal punto di vista naturalistico, è la spiaggia di Anse Source d’Argent dove gli enormi blocchi di granito grigio, levigati dal vento e dall’acqua, scendono in un mare con incredibili trasparenze azzurre circondati da una corona di palme verdi e di un cielo blu. Credo sia uno dei posti più fotografati al mondo e quindi conosciuto, da tutti quale simbolo stesso delle Seychelles, ma esserci è un’altra cosa.